non ci sono più?
mi trovo di fronte a un piccolo schermo. devo cercare di non dire cazzate. non lasciar spazio alla vanità. alla lingua che non è la mia. questo è qui per dare spazio alla mia esperienza. per dargli una voce, più che uno spazio. per dargli una forma. vorrei che scrivendo queste cose, mi potessi liberare di loro. questa è una bella idea, ecco che sto indulgendo nelle parole ad effetto. mi sento il collo che duole. ogni tanto qualche fitta alla schiena. non sono abituato a stare qui. il mio corpo me lo sta dicendo. eppure sento che è necessario e che mi è utile. vivere in mezzo a quello che considero un mondo mediocre. un mondo che ti pervade di stronzate, che lavora lentamente per forza di accidia. un mondo che non lavora, vivacchia. voglio far parte di questo mondo e vedere come ne esco. E’ un esperimento? E’ una parte di me? E’ anche un po’ la paura di uscire? Mi sento aggredibile da chiunque. Qui sono protetto da un sistema. Sanno di me ma non ne parlano. non esce mai una parola di troppo.
